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Il patto della poppata

Ho compiuto ben quaranta giorni e ho già risolto gran parte dei problemi del mondo.

Riassumo i principali successi conquistati. Primo, ho evitato di venire al mondo quando giravano ancora vecchi marpioni fintamente galanti. Secondo, ho volutamente allungato il travaglio di mamma in modo che papà non potesse fare il solito alternativo votando Pippo alle primarie.

E, in ultimo, ho usato tutti i miei neuroni (che si moltiplicano a ritmi vertiginosi) per risolvere il primo problema che avete voi adulti. Con i miei due assistenti – mamma e papà (chi altro? Dopotutto il familismo vedo che abbonda da queste parti!) – non ho dormito la notte ma ho trovato la soluzione.

In questi giorni ho ricevuto tante visite, ascoltato e digerito il tutto e alla fine ho messo d’accordo questi tre che mi sembrano meno dotati dei Teledubbies.

Se ho capito bene voi adulti era da tempo che volevate cambiare gioco per scegliere il dottore di turno. E la mia mente fulgida ha partorito il patto della poppata. Ad altri, in passato, è andata male coi dolci ma io rappresento il futuro e, attenti, non toccate le varie tesserine se no vi rigurgito tutto quanto.

Il patto della poppata andrà in porto o una valanga di latte ci seppelirà e non ce lo possiamo permettere!

Non è incredibile tutto ciò? Non so ancora, contare ma mi è bastato aprire la manina e hanno tutti capito che il 5% è la soglia minima. Mi è bastato far notare che il latte da una parte sola può non bastarmi e tutti hanno pensato al doppio turno. Poi alla fine nei pochi momenti dove volevo esprimere le mie volontà urlanti mi hanno messo il ciuccio e hanno capito che era meglio per tutti soprassedere sulle preferenze.

Ho trovato la quadra, mi sarebbe piaciuto fare una conferenza stampa in streaming con le note del mio carillon ma non mi avreste capito.Son troppo avanti e non cammino ancora. Non disperdo mica i miei neuroni dietro a cinguettii o tavolette di plastica. Ne ho pochi e li dedico alle cose importanti!

 Ora però evitate spettacoli incresciosi ai mie occhi: non scappate via se non siete d’accordo! E’ da bambinelli!

L’hanno chiamato un po’ spagnolo perché ho una zia di Barcellona, un po’ francese perché ho due cugini parigini, un po’ tedesco perché qui in casa non si sgarra neanche con la raccolta differenziata.

Non ho capito ancora una cosa: perché voi adulti potete sparare tantissime cagate ma non usate mai i pannolini?

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Ciao Aurora

C’era una volta una bimba poco più piccola di me. C’era una volta perché questa bimba è stata poco fortunata. Lo sfratto a lei è arrivato un po’ prima ma era tutta contenta di uscire perché non ce la faceva più a dividere il suo monolocale con suo fratello. Purtroppo però il suo ingresso nella vita è stato turbolento. Papà mi ha raccontato che viviamo nell’era del pressapochismo (un po’ come il titolo maccheronico di questo diario). Qui però la vicenda è seria da quello che ho potuto capire. In estrema sintesi uno che da piccolo voleva comprare un paio di mutande verdi (ed era ingordo di patatine chips e taralli) da grande è diventato Re. Era il più ritardato all’asilo ma la vita gli ha dato questa “fortuna”. Ebbene, a furia di mangiar taralli, i suoi soldi non bastavano più e ha iniziato a rompere i forzieri del tesoro della sua gente. Finiti i soldi ha cominciato a licenziare i suoi sudditi e a vendere tutto quello che si poteva vendere. La piccola Aurora per uscire dal suo monolocale non trovava quella mano del Cielo che aiuta a venire alla luce perché il Re aveva licenziato tutti i suoi maghi. La mamma e il papà disperati hanno cavalcato per tutto il regno per trovare un mago e un tetto per dare alla luce Aurora. Questa mano è arrivata ma dopo una corsa durata l’intervallo di due poppate. E’ arrivata troppo tardi e Aurora oggi non c’è più. Papà dice che il mondo è meschino perché il Re il giorno dell’inizio della breve vita di questa bimba “cinguettava” allegramente sulla virtù del suo reame. Conserverò il mio prossimo pannolino sporco. Non dico per far cosa perché non è da signora. Però chi ha scelto questo Re potrebbe farsi un giro lontano da me.

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Ninna nanna

Oggi papà per farmi dormire ha letto i risultati delle partite. Pare l’abbia letto sul libro della tata Lucia.

Uno sbadiglio mi è partito automaticamente e giù la testa.

Niente di più monotono che una Juventus che continua a vincere.

Digressione
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1545914_10202813632721921_62157990_nIl mio papà mi ha detto che tra due giorni ci sarà uno che si farà un cagozzone enorme in Piazza Castello. Ma lui non troverà nessuno che gli cambierà il pannolino…anche perché usa le mutande verdi (ma se le cambierà mai sto zoticone?)